In una calda sera d’estate del 1977 un fulmine squarcia il cielo di New York e causa un blackout che durerà per ben 25 ore. La città precipita nel buio e in poche ore nel caos più completo.

Le persone che erano a cena nei ristoranti rimasti senza luce e d’aria condizionata, si riversa in strada per finire la cena, i bar con i frigoriferi spenti si limitano a servire alcolici. Qualcuno s’improvvisa vigile per aiutare a dirigere il traffico mentre tutto il sistema metropolitano è in tilt.

Coloro che sono in casa si barricano all’interno per evitare di essere coinvolti nei disordini che da lì a poco sconvolgeranno la città. Nelle zone più povere i supermercati, i centri commerciali, i negozi di liquori, le gioiellerie e addirittura le banche vengono saccheggiati. Molti giovani afroamericani colgono l’occasione per svaligiare i negozi di elettronica e rubare le attrezzature di cui avevano bisogno per fare la musica che volevano fare, e che non potevano permettersi. Sembra che proprio quel blackout contribuì a cambiare la storia della musica Hip-hop .

E fino a qui la storia è vera e ricca di testimonianze ma chissà quanti piccoli episodi sono rimasti invisibili e vivono solo nel ricordo di chi li ha vissuti

Per approfondire https://www.nytimes.com/2019/07/14/nyregion/1977-blackout-photos.html

Cosa sarebbe potuto succedere ad una bambina da sola in casa in attesa del ritorno della mamma dal lavoro?

A immaginarlo e a raccontarcelo sono l’autore Gilles Baum e l’illustratrice Amandine Piu, in: “Tutto Buio”, edito da Franco Cosimo Panini. Un leporello di ben 2,5 metri dalle pagine  finemente intagliate che riproducono lo skyline della città, avvolto in una bella custodia che sembra una scatola di fiammiferi. 

Una piccola meraviglia in cui la storia si srotola pagina dopo pagina in un mix di delicatezza, poesia e creatività, e alterna l’oscurità della città avvolta dal buio a brevi e intensi tocchi di luce.

La bambina decide, infatti di avventurarsi per la strada in cerca della mamma. Ha con sé tre fiammiferi ad illuminarle il cammino. Nel suo viaggio incontra una giraffa e un sassofonista che insieme ad altre figure e visioni diventano gli attori di un vero e proprio teatro delle ombre.

Se la flebile luce della fiammella dei fiammiferi le ha permesso di fare nuovi incontri e trovare la strada e la mamma, è il calore di questi incontri a rendere indelebile la sua avventura.

Che ognuno di noi possa trovare sempre il coraggio di avventurarsi in un mondo che all’improvviso diventa buio e poco accogliente per “sentire” il cuore degli altri palpitare nel nostro.

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