In offerta!

Un elefante all’ora del tè. Ediz. illustrata

14,15

Category: Tags: , Autore: Linda Groeneveld Editore: La Nuova Frontiera Junior Pubblicato: 2021

Disponibile

«La principessina si mise sull’orlo del letto con le gambe ciondoloni. Sulla sua fronte comparve una ruga dal gran pensare. Quella notte aveva sognato. Un cagnolino. Un cagnolino piccolo e carino. Tutto per sé.»

«Linda Groeneveld scrive nella tradizione di Annie M. G. Schmidt: una storia senza tempo, disinibita, divertente e con esagerazioni spiritose» – Kinderopvang

«I personaggi sono deliziosamente caricaturali. E anche se si indovina ben presto che tutto finirà bene, la suspense è mantenuta fino all’ultima pagina. Una storia tenera e divertente per bambini dagli 8 anni» – Ricochet-jeunes.org

La principessa vorrebbe un cagnolino, perché si sente sola e il re, suo padre, non ha più tempo per giocare con lei e neppure per raccontarle le storie della buonanotte. Potrebbe giocare con i duecentotrentaquattro lacchè della reggia, ma sono così noiosi, non sanno inventare storie e non amano bere il tè dal servizio per le bambole. Sfortunatamente, il re esita a soddisfare il desiderio della principessa, ma un giorno alla reggia arriva in regalo un’enorme cassa contenente addirittura un elefante. Certo, un elefante non è un cagnolino, ma potrebbe imparare a esserlo e riservare molte sorprese!

La principessa guardò suo padre. Sembrava ancora un po’ stanco. I capelli gli ricadevano spettinati sulla fronte.
Doveva essere un cagnolino bianco. Con il pelo arricciato. Sì, con piccoli riccioli bianchi e un nasino nero all’insù. Come nel sogno.
«Allora?»
Il re alzò distratto lo sguardo. Pensava già a regnare.
«Ah già, un cagnolino.»
Il re spalmò un panino spargendovi sopra le codette di cioccolato.
«Un cagnolino bisogna farlo uscire» disse poi. «E abbaia e morde.»
«E puoi giocarci insieme» aggiunse la principessa.
Anche quello era vero.
«Giocare? Ma…»
Quello lo potevano fare anche i lacchè. Ce n’erano a sufficienza. Duecentotrentaquattro in tutto.
Il re diede un morso al suo panino.
«Sanno nascondersi bene» disse. «Non dimenticarlo. E un puzzle un lacchè lo sa fare come niente fosse, perlomeno se non ha tanti pezzi.»

Età