Mario Lodi. Pratiche di libertà nel paese sbagliato

Alessio Surian - Diego Di Masi - Silvio Boselli

18,00

Esaurito

COD: 978889755540 Categoria:
Numero di pagine 176
Pubblicato 11/06/2015
Editore BECCO GIALLO
ISBN 978889755540
Formato Brossura con alette

Mario Lodi è stato un importantissimo maestro italiano del Novecento, esponente del Movimento di Cooperazione Educativa. Il suo ruolo all’interno della scuola e la sua attività con i bambini sono stati fondamentali e di esempio per le nuove generazioni. Il libro si ripropone di ricostruire, attraverso meravigliosi fumetti, la sua opera attraverso la lettura di diversi episodi, dalla Resistenza alla sua importante attività di giovane maestro. “In una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: ‘Diventare miliardario!’ Sogno, condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere. Oggi è difficile educare, perché il nostro impegno di formare a scuola il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illudere che la felicità è nel denaro, nel potere, nell’emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l’educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: ‘Parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi’.” (Mario Lodi) Una graphic novel per ricordare e far conoscere a tutti il maestro Mario Lodi.

Il consiglio del tuo libraio


Un libro adatto a tutte le età per conoscere l’opera di Mario Lodi e lasciarsi coinvolgere dal suo pensiero pedagogico, ancora attuale e entusiasmante. La lettura di questi fumetti darà la possibilità ai giovani lettori di sognare una didattica in cui la creatività e la partecipazione sono al centro di tutto, perché come diceva lo stesso Mario Lodi: “Se a scuola i bambini tacciono, come possono diventare capaci di comunicare le proprie idee?”.

 

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