Immigrazione: leggere per capire

I media raccontano le storie dei tanti migranti che cercano di raggiungere l’Europa: le rotte percorse, le tragedie scampate e avvenute, l'ondata emotiva di un fenomeno che ha sempre fatto parte della storia dell’umanità ma che ci è difficile comprendere. Oggi milioni di persone sono in movimento da una nazione all’altra, non solo in direzione dei Paesi europei.

Come parlarne a bambini e ragazzi? Come aiutarli a cogliere l’estrema complessità del fenomeno? 

Speriamo che i libri che vi consigliamo possano aiutarvi. 

A cura di Germana Paraboschi

Parlare ai più piccoli...

Partiamo dai libri più semplici, come Fu’ad e Jamila, un libro illustrato che si può utilizzare a scuola con le prime classi della scuola primaria, o a casa con bambini dai 6 anni. Il libro racconta una fuga, ma anche una profonda fede nel futuro, un viaggio pericoloso e l’aprirsi della speranza. 

... di storie grandi e importanti. 

in Dall'altra parte del mare Erminia Dell’Oro racconta una storia dalla sua Eritrea, paese martoriato da una lunga guerra di liberazione prima e poi dal terrore di una nuova invasione. Un libro di divulgazione come L’immigrazione a piccoli passi aiuta poi ad affrontare il fenomeno migratorio nei suoi aspetti storici e geografici, fornendo dati e confrontando situazioni e legislazioni diverse.

Parlare ai più piccoli...

Partiamo dai libri più semplici, come Fu’ad e Jamila, un libro illustrato che si può utilizzare a scuola con le prime classi della scuola primaria, o a casa con bambini dai 6 anni. Il libro racconta una fuga, ma anche una profonda fede nel futuro, un viaggio pericoloso e l’aprirsi della speranza. 

Parlare ai più piccoli...

Partiamo dai libri più semplici, come Fu’ad e Jamila, un libro illustrato che si può utilizzare a scuola con le prime classi della scuola primaria, o a casa con bambini dai 6 anni. Il libro racconta una fuga, ma anche una profonda fede nel futuro, un viaggio pericoloso e l’aprirsi della speranza. 

Parlare ai più piccoli...

Partiamo dai libri più semplici, come Fu’ad e Jamila, un libro illustrato che si può utilizzare a scuola con le prime classi della scuola primaria, o a casa con bambini dai 6 anni. Il libro racconta una fuga, ma anche una profonda fede nel futuro, un viaggio pericoloso e l’aprirsi della speranza. 

Parlare ai più piccoli...

Partiamo dai libri più semplici, come Fu’ad e Jamila, un libro illustrato che si può utilizzare a scuola con le prime classi della scuola primaria, o a casa con bambini dai 6 anni. Il libro racconta una fuga, ma anche una profonda fede nel futuro, un viaggio pericoloso e l’aprirsi della speranza. 

Raccontare senza parole

Vi sono poi libri che possono aprire alla riflessione, alla discussione, al confronto. Uno di questi è Orizzonti, un libro illustrato senza parole. Fatto di poche, potenti immagini, occhi impauriti su una barca nella tempesta, la spiaggia che si lascia e quella verso la quale si tende e dove si spera di trovare accoglienza e ascolto; 

Ne L'isola, Armin Greder, con poche parole, delinea una storia esemplare, di sospetto e rifiuto nei confronti dello straniero, e di muri che isolano, come quelli che vediamo sorgere troppo spesso in questi giorni. Janne Teller invece invita i propri lettori europei a mettersi nei panni di chi fugge dalla guerra: Immagina di essere in guerra è un piccolo libro dal formato simile ad un passaporto, unico documento rimasto ad un ragazzo costretto a fuggire in Egitto da un’Italia in guerra con la Francia.

Raccontare senza parole

Vi sono poi libri che possono aprire alla riflessione, alla discussione, al confronto. Uno di questi è Orizzonti, un libro illustrato senza parole. Fatto di poche, potenti immagini, occhi impauriti su una barca nella tempesta, la spiaggia che si lascia e quella verso la quale si tende e dove si spera di trovare accoglienza e ascolto; 

Raccontare senza parole

Vi sono poi libri che possono aprire alla riflessione, alla discussione, al confronto. Uno di questi è Orizzonti, un libro illustrato senza parole. Fatto di poche, potenti immagini, occhi impauriti su una barca nella tempesta, la spiaggia che si lascia e quella verso la quale si tende e dove si spera di trovare accoglienza e ascolto; 

Raccontare senza parole

Vi sono poi libri che possono aprire alla riflessione, alla discussione, al confronto. Uno di questi è Orizzonti, un libro illustrato senza parole. Fatto di poche, potenti immagini, occhi impauriti su una barca nella tempesta, la spiaggia che si lascia e quella verso la quale si tende e dove si spera di trovare accoglienza e ascolto; 

Raccontare senza parole

Vi sono poi libri che possono aprire alla riflessione, alla discussione, al confronto. Uno di questi è Orizzonti, un libro illustrato senza parole. Fatto di poche, potenti immagini, occhi impauriti su una barca nella tempesta, la spiaggia che si lascia e quella verso la quale si tende e dove si spera di trovare accoglienza e ascolto; 

L'Italia come punto di partenza...

Vi sono poi romanzi che raccontano l'emigrazione degli italiani nel corso del XX secolo. Maria Teresa Andruetto, scrittrice argentina di origine italiana, insignita del premio Hans Christian Andersen nel 2012, parla del viaggio di Stefano, del suo viaggio dal Piemonte all’Argentina, del suo naufragio, così simile a quelli narrati in TV in questi ultimi mesi. Racconta anche il suo dolore per aver abbandonato la madre e aver cercato un futuro in un paese straniero. In Viki che voleva andare a scuola, Fabrizio Gatti affronta l’emigrazione albanese dei primi anni Novanta del XX secolo, narrando in modo quasi poetico l’incontro di due ragazzini sullo sfondo della vicenda della “nave dolce”, l’arrivo di 20.000 albanesi nel porto di Bari.

... e traguardo d'arrivo. 

Con lo stile asciutto ed essenziale di Francesco D’Adamo è invece raccontata la storia di Ismael, che cerca di raggiungere l’Italia dal Nord Africa per cercare di garantire sicurezza economica alla propria famiglia dopo la morte del padre pescatore.

Ben diversa, ma non meno coinvolgente, è la storia dell’afgano Enaiatollah Akbari che intraprende il lungo viaggio dal Pakistan, dove la madre lo ha abbandonato in un estremo gesto d’amore, all’Italia. A dieci anni, da solo, con la paura di dover affrontare, tra Turchia e Grecia, una soglia che sgomenta, perché nel mare ci sono i coccodrilli.

L'Italia come punto di partenza...

Vi sono poi romanzi che raccontano l'emigrazione degli italiani nel corso del XX secolo. Maria Teresa Andruetto, scrittrice argentina di origine italiana, insignita del premio Hans Christian Andersen nel 2012, parla del viaggio di Stefano, del suo viaggio dal Piemonte all’Argentina, del suo naufragio, così simile a quelli narrati in TV in questi ultimi mesi. Racconta anche il suo dolore per aver abbandonato la madre e aver cercato un futuro in un paese straniero. In Viki che voleva andare a scuola, Fabrizio Gatti affronta l’emigrazione albanese dei primi anni Novanta del XX secolo, narrando in modo quasi poetico l’incontro di due ragazzini sullo sfondo della vicenda della “nave dolce”, l’arrivo di 20.000 albanesi nel porto di Bari.

L'Italia come punto di partenza...

Vi sono poi romanzi che raccontano l'emigrazione degli italiani nel corso del XX secolo. Maria Teresa Andruetto, scrittrice argentina di origine italiana, insignita del premio Hans Christian Andersen nel 2012, parla del viaggio di Stefano, del suo viaggio dal Piemonte all’Argentina, del suo naufragio, così simile a quelli narrati in TV in questi ultimi mesi. Racconta anche il suo dolore per aver abbandonato la madre e aver cercato un futuro in un paese straniero. In Viki che voleva andare a scuola, Fabrizio Gatti affronta l’emigrazione albanese dei primi anni Novanta del XX secolo, narrando in modo quasi poetico l’incontro di due ragazzini sullo sfondo della vicenda della “nave dolce”, l’arrivo di 20.000 albanesi nel porto di Bari.

L'Italia come punto di partenza...

Vi sono poi romanzi che raccontano l'emigrazione degli italiani nel corso del XX secolo. Maria Teresa Andruetto, scrittrice argentina di origine italiana, insignita del premio Hans Christian Andersen nel 2012, parla del viaggio di Stefano, del suo viaggio dal Piemonte all’Argentina, del suo naufragio, così simile a quelli narrati in TV in questi ultimi mesi. Racconta anche il suo dolore per aver abbandonato la madre e aver cercato un futuro in un paese straniero. In Viki che voleva andare a scuola, Fabrizio Gatti affronta l’emigrazione albanese dei primi anni Novanta del XX secolo, narrando in modo quasi poetico l’incontro di due ragazzini sullo sfondo della vicenda della “nave dolce”, l’arrivo di 20.000 albanesi nel porto di Bari.

L'Italia come punto di partenza...

Vi sono poi romanzi che raccontano l'emigrazione degli italiani nel corso del XX secolo. Maria Teresa Andruetto, scrittrice argentina di origine italiana, insignita del premio Hans Christian Andersen nel 2012, parla del viaggio di Stefano, del suo viaggio dal Piemonte all’Argentina, del suo naufragio, così simile a quelli narrati in TV in questi ultimi mesi. Racconta anche il suo dolore per aver abbandonato la madre e aver cercato un futuro in un paese straniero. In Viki che voleva andare a scuola, Fabrizio Gatti affronta l’emigrazione albanese dei primi anni Novanta del XX secolo, narrando in modo quasi poetico l’incontro di due ragazzini sullo sfondo della vicenda della “nave dolce”, l’arrivo di 20.000 albanesi nel porto di Bari.

In molte scuole, sia secondarie di primo grado che primarie, questi argomenti sono stati affrontati proprio dai libri qui presentati. In modo comunque non esaustivo, però, perché Il tema è ampio, articolato, e in continua evoluzione.

Dobbiamo aiutare i nostri bambini e i nostri ragazzi a diventare consapevoli del proprio passato, del proprio presente, e anche del proprio futuro in una società destinata a cambiare. Dobbiamo aiutarli a mettersi in ascolto del mondo che ci circonda.


In molte scuole, sia secondarie di primo grado che primarie, questi argomenti sono stati affrontati proprio dai libri qui presentati. In modo comunque non esaustivo, però, perché Il tema è ampio, articolato, e in continua evoluzione.

Dobbiamo aiutare i nostri bambini e i nostri ragazzi a diventare consapevoli del proprio passato, del proprio presente, e anche del proprio futuro in una società destinata a cambiare. Dobbiamo aiutarli a mettersi in ascolto del mondo che ci circonda.


In molte scuole, sia secondarie di primo grado che primarie, questi argomenti sono stati affrontati proprio dai libri qui presentati. In modo comunque non esaustivo, però, perché Il tema è ampio, articolato, e in continua evoluzione.

Dobbiamo aiutare i nostri bambini e i nostri ragazzi a diventare consapevoli del proprio passato, del proprio presente, e anche del proprio futuro in una società destinata a cambiare. Dobbiamo aiutarli a mettersi in ascolto del mondo che ci circonda.


In molte scuole, sia secondarie di primo grado che primarie, questi argomenti sono stati affrontati proprio dai libri qui presentati. In modo comunque non esaustivo, però, perché Il tema è ampio, articolato, e in continua evoluzione.

Dobbiamo aiutare i nostri bambini e i nostri ragazzi a diventare consapevoli del proprio passato, del proprio presente, e anche del proprio futuro in una società destinata a cambiare. Dobbiamo aiutarli a mettersi in ascolto del mondo che ci circonda.


In molte scuole, sia secondarie di primo grado che primarie, questi argomenti sono stati affrontati proprio dai libri qui presentati. In modo comunque non esaustivo, però, perché Il tema è ampio, articolato, e in continua evoluzione.

Dobbiamo aiutare i nostri bambini e i nostri ragazzi a diventare consapevoli del proprio passato, del proprio presente, e anche del proprio futuro in una società destinata a cambiare. Dobbiamo aiutarli a mettersi in ascolto del mondo che ci circonda.


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