Hunger Games: i libri

Hunger Games è diventato un fenomeno mediatico, sia letterario sia cinematografico, in tempi recenti, ma il primo libro della trilogia fece la sua comparsa in Italia già nel 2009, senza suscitare particolare clamore. Ripubblicate in concomitanza del primo film, le avventure di Katniss Everdeen, Gale Hawthorne e Peeta Mellark hanno scalato le classifiche dei libri più venduti.

di Germana Paraboschi

Si tratta di una trilogia distopica, vale a dire una serie di avventure collocate in un futuro indeterminato. Il genere distopico come genere letterario può essere considerato una evoluzione della fantascienza, più che del fantasy. La sua caratteristica principale è quella di collocare la vicenda in un futuro indeterminato, dopo un progresso della scienza, che ha portato a una ridefinizione dei rapporti tra le generazioni (come nel libro La dichiarazione di Gemma Malley), oppure dopo catastrofi naturali o guerre nucleari o di altro genere, che hanno modificato il paesaggio e gli equilibri all’interno delle società umane (Cormac McCarthy, La strada).

Si tratta di una trilogia distopica, vale a dire una serie di avventure collocate in un futuro indeterminato. Il genere distopico come genere letterario può essere considerato una evoluzione della fantascienza, più che del fantasy. La sua caratteristica principale è quella di collocare la vicenda in un futuro indeterminato, dopo un progresso della scienza, che ha portato a una ridefinizione dei rapporti tra le generazioni (come nel libro La dichiarazione di Gemma Malley), oppure dopo catastrofi naturali o guerre nucleari o di altro genere, che hanno modificato il paesaggio e gli equilibri all’interno delle società umane (Cormac McCarthy, La strada).

Nel 2009 è uscito The Road, il film tratto dal romanzo La strada di Cormac McCarthy.

Il film How I Live Now uscito nel 2013 è invece tratto dal romanzo di Meg Rosoff, Come vivo ora.

Nel 2009 è uscito The Road, il film tratto dal romanzo La strada di Cormac McCarthy.

Il film How I Live Now uscito nel 2013 è invece tratto dal romanzo di Meg Rosoff, Come vivo ora.

Si tratta di una trilogia distopica, vale a dire una serie di avventure collocate in un futuro indeterminato. Il genere distopico come genere letterario può essere considerato una evoluzione della fantascienza, più che del fantasy. La sua caratteristica principale è quella di collocare la vicenda in un futuro indeterminato, dopo un progresso della scienza, che ha portato a una ridefinizione dei rapporti tra le generazioni (come nel libro La dichiarazione di Gemma Malley), oppure dopo catastrofi naturali o guerre nucleari o di altro genere, che hanno modificato il paesaggio e gli equilibri all’interno delle società umane (Cormac McCarthy, La strada).

Nel 2009 è uscito The Road, il film tratto dal romanzo La strada di Cormac McCarthy.

Si tratta di una trilogia distopica, vale a dire una serie di avventure collocate in un futuro indeterminato. Il genere distopico come genere letterario può essere considerato una evoluzione della fantascienza, più che del fantasy. La sua caratteristica principale è quella di collocare la vicenda in un futuro indeterminato, dopo un progresso della scienza, che ha portato a una ridefinizione dei rapporti tra le generazioni (come nel libro La dichiarazione di Gemma Malley), oppure dopo catastrofi naturali o guerre nucleari o di altro genere, che hanno modificato il paesaggio e gli equilibri all’interno delle società umane (Cormac McCarthy, La strada).

Si tratta di una trilogia distopica, vale a dire una serie di avventure collocate in un futuro indeterminato. Il genere distopico come genere letterario può essere considerato una evoluzione della fantascienza, più che del fantasy. La sua caratteristica principale è quella di collocare la vicenda in un futuro indeterminato, dopo un progresso della scienza, che ha portato a una ridefinizione dei rapporti tra le generazioni (come nel libro La dichiarazione di Gemma Malley), oppure dopo catastrofi naturali o guerre nucleari o di altro genere, che hanno modificato il paesaggio e gli equilibri all’interno delle società umane (Cormac McCarthy, La strada).

Nel 2009 è uscito The Road, il film tratto dal romanzo La strada di Cormac McCarthy.

Nel 2009 è uscito The Road, il film tratto dal romanzo La strada di Cormac McCarthy.

Il film How I Live Now uscito nel 2013 è invece tratto dal romanzo di Meg Rosoff, Come vivo ora.

Nel caso di Hunger Games alla catastrofe dovuta ad una guerra è seguita l’instaurazione di un regime totalitario, Panem, che ha suddiviso il Nord America in tredici distretti, ognuno adibito alla produzione di un bene di prima necessità. Il distretto 13 è stato però reso al suolo (almeno così pare) in seguito ad una rivolta propagatasi anche agli altri distretti. La repressione ha lasciato l’ideazione degli Hunger Games: ogni anno due giovani per ciascun distretto, un ragazzo e una ragazza al di sopra dei 12 anni, vengono sorteggiati in una cerimonia chiamata Mietitura ed inviati nella capitale. 

Qui vengono preparati, presentati al pubblico ed inviati in un’arena all’interno della quale devono impegnarsi in una gara di sopravvivenza, tra insidie naturali, artificiali e attacchi degli altri giocatori. Uno solo deve essere il vincitore.

Un’ulteriore caratteristica dei romanzi di genere distopico è che nei protagonisti vi è una progressiva presa di coscienza della necessità di un cambiamento. A volte si tratta di un mutamento personale, come nel caso della protagonista di Come vivo ora di Meg Rosoff. Altre volte si tratta di aperta rivolta.

Nel caso di Hunger Games alla catastrofe dovuta ad una guerra è seguita l’instaurazione di un regime totalitario, Panem, che ha suddiviso il Nord America in tredici distretti, ognuno adibito alla produzione di un bene di prima necessità. Il distretto 13 è stato però reso al suolo (almeno così pare) in seguito ad una rivolta propagatasi anche agli altri distretti. La repressione ha lasciato l’ideazione degli Hunger Games: ogni anno due giovani per ciascun distretto, un ragazzo e una ragazza al di sopra dei 12 anni, vengono sorteggiati in una cerimonia chiamata Mietitura ed inviati nella capitale. 

Nel caso di Hunger Games alla catastrofe dovuta ad una guerra è seguita l’instaurazione di un regime totalitario, Panem, che ha suddiviso il Nord America in tredici distretti, ognuno adibito alla produzione di un bene di prima necessità. Il distretto 13 è stato però reso al suolo (almeno così pare) in seguito ad una rivolta propagatasi anche agli altri distretti. La repressione ha lasciato l’ideazione degli Hunger Games: ogni anno due giovani per ciascun distretto, un ragazzo e una ragazza al di sopra dei 12 anni, vengono sorteggiati in una cerimonia chiamata Mietitura ed inviati nella capitale. 

Nel caso di Hunger Games alla catastrofe dovuta ad una guerra è seguita l’instaurazione di un regime totalitario, Panem, che ha suddiviso il Nord America in tredici distretti, ognuno adibito alla produzione di un bene di prima necessità. Il distretto 13 è stato però reso al suolo (almeno così pare) in seguito ad una rivolta propagatasi anche agli altri distretti. La repressione ha lasciato l’ideazione degli Hunger Games: ogni anno due giovani per ciascun distretto, un ragazzo e una ragazza al di sopra dei 12 anni, vengono sorteggiati in una cerimonia chiamata Mietitura ed inviati nella capitale. 

Nel caso di Hunger Games alla catastrofe dovuta ad una guerra è seguita l’instaurazione di un regime totalitario, Panem, che ha suddiviso il Nord America in tredici distretti, ognuno adibito alla produzione di un bene di prima necessità. Il distretto 13 è stato però reso al suolo (almeno così pare) in seguito ad una rivolta propagatasi anche agli altri distretti. La repressione ha lasciato l’ideazione degli Hunger Games: ogni anno due giovani per ciascun distretto, un ragazzo e una ragazza al di sopra dei 12 anni, vengono sorteggiati in una cerimonia chiamata Mietitura ed inviati nella capitale. 

In Hunger Games la protagonista Katniss non ha alcuna consapevolezza politica all’inizio, è solo piena di rabbia per le condizioni misere della propria vita. Ma per il modo in cui avviene la sua selezione, per la scenografia selezionata per la presentazione sua e di Peeta e soprattutto per il suo comportamento durante i giochi, Katniss diviene ben presto un simbolo di ribellione. Il regime se ne accorge troppo tardi, quando ormai le scintille della rivolta si stanno espandendo. Sarà evidente soprattutto nel secondo volume, nel quale però la presa di coscienza di Katniss è ancora parziale, mentre Peeta ha già una visione molto più chiara della loro potenza di fronte al regime.

In Hunger Games la protagonista Katniss non ha alcuna consapevolezza politica all’inizio, è solo piena di rabbia per le condizioni misere della propria vita. Ma per il modo in cui avviene la sua selezione, per la scenografia selezionata per la presentazione sua e di Peeta e soprattutto per il suo comportamento durante i giochi, Katniss diviene ben presto un simbolo di ribellione. Il regime se ne accorge troppo tardi, quando ormai le scintille della rivolta si stanno espandendo. Sarà evidente soprattutto nel secondo volume, nel quale però la presa di coscienza di Katniss è ancora parziale, mentre Peeta ha già una visione molto più chiara della loro potenza di fronte al regime.

In Hunger Games la protagonista Katniss non ha alcuna consapevolezza politica all’inizio, è solo piena di rabbia per le condizioni misere della propria vita. Ma per il modo in cui avviene la sua selezione, per la scenografia selezionata per la presentazione sua e di Peeta e soprattutto per il suo comportamento durante i giochi, Katniss diviene ben presto un simbolo di ribellione. Il regime se ne accorge troppo tardi, quando ormai le scintille della rivolta si stanno espandendo. Sarà evidente soprattutto nel secondo volume, nel quale però la presa di coscienza di Katniss è ancora parziale, mentre Peeta ha già una visione molto più chiara della loro potenza di fronte al regime.

In Hunger Games la protagonista Katniss non ha alcuna consapevolezza politica all’inizio, è solo piena di rabbia per le condizioni misere della propria vita. Ma per il modo in cui avviene la sua selezione, per la scenografia selezionata per la presentazione sua e di Peeta e soprattutto per il suo comportamento durante i giochi, Katniss diviene ben presto un simbolo di ribellione. Il regime se ne accorge troppo tardi, quando ormai le scintille della rivolta si stanno espandendo. Sarà evidente soprattutto nel secondo volume, nel quale però la presa di coscienza di Katniss è ancora parziale, mentre Peeta ha già una visione molto più chiara della loro potenza di fronte al regime.

In Hunger Games la protagonista Katniss non ha alcuna consapevolezza politica all’inizio, è solo piena di rabbia per le condizioni misere della propria vita. Ma per il modo in cui avviene la sua selezione, per la scenografia selezionata per la presentazione sua e di Peeta e soprattutto per il suo comportamento durante i giochi, Katniss diviene ben presto un simbolo di ribellione. Il regime se ne accorge troppo tardi, quando ormai le scintille della rivolta si stanno espandendo. Sarà evidente soprattutto nel secondo volume, nel quale però la presa di coscienza di Katniss è ancora parziale, mentre Peeta ha già una visione molto più chiara della loro potenza di fronte al regime.

Come anche in altri romanzi distopici, la rivolta non può avere esiti tutti positivi. Così nel terzo volume le battaglie in cui Katniss viene impegnata come simbolo hanno per lei e per Peeta un costo enorme, sia fisico sia psicologico, e devono pagare un prezzo molto alto in termini di vite umane. 

Unico appunto su questa trilogia: nell’ultimo volume Katniss appare un personaggio poco lucido, poco consapevole, tranne nel gesto eclatante che compie verso la fine, molto tormentato, e se questo da un lato è un bene, perché rende l’idea di una continua riflessione sugli eventi, lascia però un senso di incompiutezza all’insieme.

Come anche in altri romanzi distopici, la rivolta non può avere esiti tutti positivi. Così nel terzo volume le battaglie in cui Katniss viene impegnata come simbolo hanno per lei e per Peeta un costo enorme, sia fisico sia psicologico, e devono pagare un prezzo molto alto in termini di vite umane. 

Come anche in altri romanzi distopici, la rivolta non può avere esiti tutti positivi. Così nel terzo volume le battaglie in cui Katniss viene impegnata come simbolo hanno per lei e per Peeta un costo enorme, sia fisico sia psicologico, e devono pagare un prezzo molto alto in termini di vite umane. 

Come anche in altri romanzi distopici, la rivolta non può avere esiti tutti positivi. Così nel terzo volume le battaglie in cui Katniss viene impegnata come simbolo hanno per lei e per Peeta un costo enorme, sia fisico sia psicologico, e devono pagare un prezzo molto alto in termini di vite umane. 

Come anche in altri romanzi distopici, la rivolta non può avere esiti tutti positivi. Così nel terzo volume le battaglie in cui Katniss viene impegnata come simbolo hanno per lei e per Peeta un costo enorme, sia fisico sia psicologico, e devono pagare un prezzo molto alto in termini di vite umane. 

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