27 gennaio: Giorno della memoria

Forse mai come oggi è apparso così importante ricordare e creare anche nei ragazzi e nei bambini la memoria di ciò che è stato. Di fronte all’intolleranza, agli atti folli di terrorismo che minacciano la libertà e la democrazia è fondamentale ricordare ciò che è stato il nazismo, a quali conseguenze è arrivato l’antisemitismo che lo permeava.

Aiutiamo i nostri bambini e i nostri ragazzi a capire, diamo loro un libro, leggiamolo insieme.

A cura di Germana Paraboschi

All’interno del vasto materiale a disposizione è possibile tracciare più percorsi per approfondire i temi che questa giornata porta alla nostra attenzione: l’instaurarsi di una dittatura, l’organizzazione militaresca della gioventù, il razzismo, le persecuzioni sia razziali che politiche, i campi di concentramento e di sterminio. Attraverso alcuni libri è anche possibile parlare di questi temi con i più piccoli tra gli alunni della scuola primaria.

Si può anche tracciare un percorso storico che va dagli inizi, dagli anni della costruzione del regime hitleriano, alle leggi razziali e alle persecuzioni. È molto importante capire come tutto quello che si racconta sia potuto succedere; raccontare cosa hanno significato l’organizzazione militaresca della gioventù e l’esaltazione della razza ariana nelle scuole e nel quotidiano di tanti bambini può costituire una tappa importante di questa consapevolezza.

All’interno del vasto materiale a disposizione è possibile tracciare più percorsi per approfondire i temi che questa giornata porta alla nostra attenzione: l’instaurarsi di una dittatura, l’organizzazione militaresca della gioventù, il razzismo, le persecuzioni sia razziali che politiche, i campi di concentramento e di sterminio. Attraverso alcuni libri è anche possibile parlare di questi temi con i più piccoli tra gli alunni della scuola primaria.

All’interno del vasto materiale a disposizione è possibile tracciare più percorsi per approfondire i temi che questa giornata porta alla nostra attenzione: l’instaurarsi di una dittatura, l’organizzazione militaresca della gioventù, il razzismo, le persecuzioni sia razziali che politiche, i campi di concentramento e di sterminio. Attraverso alcuni libri è anche possibile parlare di questi temi con i più piccoli tra gli alunni della scuola primaria.

All’interno del vasto materiale a disposizione è possibile tracciare più percorsi per approfondire i temi che questa giornata porta alla nostra attenzione: l’instaurarsi di una dittatura, l’organizzazione militaresca della gioventù, il razzismo, le persecuzioni sia razziali che politiche, i campi di concentramento e di sterminio. Attraverso alcuni libri è anche possibile parlare di questi temi con i più piccoli tra gli alunni della scuola primaria.

All’interno del vasto materiale a disposizione è possibile tracciare più percorsi per approfondire i temi che questa giornata porta alla nostra attenzione: l’instaurarsi di una dittatura, l’organizzazione militaresca della gioventù, il razzismo, le persecuzioni sia razziali che politiche, i campi di concentramento e di sterminio. Attraverso alcuni libri è anche possibile parlare di questi temi con i più piccoli tra gli alunni della scuola primaria.

Con l’inizio dell’espansione della Germania e la guerra nel 1939 anche le persecuzioni si espandono e diventano più brutali. Nascono i ghetti, in cui vengono relegati gli ebrei, e anche nei paesi conquistati (Danimarca, Francia, Olanda, Belgio, Polonia, Cecoslovacchia, Austria) gli ebrei vengono ricercati, imprigionati e inviati ai campi di concentramento. 

Molti tentano di nascondersi, di sfuggire in territori amici, e talvolta trovano solidarietà negli abitanti dei paesi occupati dai nazisti. In molti ebrei nasce il desiderio di abbandonare un’Europa che ha tradito la loro gente, e di rifugiarsi in Palestina, ponendo le basi del futuro Israele, e anche delle future instabilità.

Con l’inizio dell’espansione della Germania e la guerra nel 1939 anche le persecuzioni si espandono e diventano più brutali. Nascono i ghetti, in cui vengono relegati gli ebrei, e anche nei paesi conquistati (Danimarca, Francia, Olanda, Belgio, Polonia, Cecoslovacchia, Austria) gli ebrei vengono ricercati, imprigionati e inviati ai campi di concentramento. 

Con l’inizio dell’espansione della Germania e la guerra nel 1939 anche le persecuzioni si espandono e diventano più brutali. Nascono i ghetti, in cui vengono relegati gli ebrei, e anche nei paesi conquistati (Danimarca, Francia, Olanda, Belgio, Polonia, Cecoslovacchia, Austria) gli ebrei vengono ricercati, imprigionati e inviati ai campi di concentramento. 

Con l’inizio dell’espansione della Germania e la guerra nel 1939 anche le persecuzioni si espandono e diventano più brutali. Nascono i ghetti, in cui vengono relegati gli ebrei, e anche nei paesi conquistati (Danimarca, Francia, Olanda, Belgio, Polonia, Cecoslovacchia, Austria) gli ebrei vengono ricercati, imprigionati e inviati ai campi di concentramento. 

Con l’inizio dell’espansione della Germania e la guerra nel 1939 anche le persecuzioni si espandono e diventano più brutali. Nascono i ghetti, in cui vengono relegati gli ebrei, e anche nei paesi conquistati (Danimarca, Francia, Olanda, Belgio, Polonia, Cecoslovacchia, Austria) gli ebrei vengono ricercati, imprigionati e inviati ai campi di concentramento. 

Ma molti non riuscirono a nascondersi, o furono scoperti e catturati. Molti bambini e ragazzi vennero trasferiti a Terezin, che apparentemente era un ghetto, ma nella realtà era un vero e proprio campo di concentramento, anticamera dei campi di sterminio. Alcuni arrivarono invece a Bergen Belsen, come Anne Frank, dove si creò una vera e propria casa dei bambini. 

A Terezin i ragazzi ebbero la forza di organizzare la pubblicazione di alcune riviste, che venivano redatte a mano e a lume di candela con poesie, disegni, racconti fantastici e cronache del campo. Un racconto di resistenza, senza armi, contro la violenza cieca. I racconti si fanno più sofferti, più acuto è il dolore per la libertà perduta, per la fame, per gli stenti e la morte che continuamente si offre alla vista e all’esperienza. Ma proprio per questo i libri che li raccontano sono a nostro avviso fondamentali.


La necessità del racconto, della trasmissione della memoria è un bilanciamento continuo tra passato e presente, e così accanto all'orrore quotidiano che poteva condizionare anche gli animi più sensibili, come accade al piccolo protagonista de Il bambino in cima alla montagna, c'è anche la presa di coscienza di ciò che è accaduto, raccontata in non restare indietro

A Terezin i ragazzi ebbero la forza di organizzare la pubblicazione di alcune riviste, che venivano redatte a mano e a lume di candela con poesie, disegni, racconti fantastici e cronache del campo. Un racconto di resistenza, senza armi, contro la violenza cieca. I racconti si fanno più sofferti, più acuto è il dolore per la libertà perduta, per la fame, per gli stenti e la morte che continuamente si offre alla vista e all’esperienza. Ma proprio per questo i libri che li raccontano sono a nostro avviso fondamentali.

Ma molti non riuscirono a nascondersi, o furono scoperti e catturati. Molti bambini e ragazzi vennero trasferiti a Terezin, che apparentemente era un ghetto, ma nella realtà era un vero e proprio campo di concentramento, anticamera dei campi di sterminio. Alcuni arrivarono invece a Bergen Belsen, come Anne Frank, dove si creò una vera e propria casa dei bambini. 

A Terezin i ragazzi ebbero la forza di organizzare la pubblicazione di alcune riviste, che venivano redatte a mano e a lume di candela con poesie, disegni, racconti fantastici e cronache del campo. Un racconto di resistenza, senza armi, contro la violenza cieca. I racconti si fanno più sofferti, più acuto è il dolore per la libertà perduta, per la fame, per gli stenti e la morte che continuamente si offre alla vista e all’esperienza. Ma proprio per questo i libri che li raccontano sono a nostro avviso fondamentali.


La necessità del racconto, della trasmissione della memoria è un bilanciamento continuo tra passato e presente, e così accanto all'orrore quotidiano che poteva condizionare anche gli animi più sensibili, come accade al piccolo protagonista de Il bambino in cima alla montagna, c'è anche la presa di coscienza di ciò che è accaduto, raccontata in non restare indietro

Ma molti non riuscirono a nascondersi, o furono scoperti e catturati. Molti bambini e ragazzi vennero trasferiti a Terezin, che apparentemente era un ghetto, ma nella realtà era un vero e proprio campo di concentramento, anticamera dei campi di sterminio. Alcuni arrivarono invece a Bergen Belsen, come Anne Frank, dove si creò una vera e propria casa dei bambini. 

A Terezin i ragazzi ebbero la forza di organizzare la pubblicazione di alcune riviste, che venivano redatte a mano e a lume di candela con poesie, disegni, racconti fantastici e cronache del campo. Un racconto di resistenza, senza armi, contro la violenza cieca. I racconti si fanno più sofferti, più acuto è il dolore per la libertà perduta, per la fame, per gli stenti e la morte che continuamente si offre alla vista e all’esperienza. Ma proprio per questo i libri che li raccontano sono a nostro avviso fondamentali.


La necessità del racconto, della trasmissione della memoria è un bilanciamento continuo tra passato e presente, e così accanto all'orrore quotidiano che poteva condizionare anche gli animi più sensibili, come accade al piccolo protagonista de Il bambino in cima alla montagna, c'è anche la presa di coscienza di ciò che è accaduto, raccontata in non restare indietro

Ma molti non riuscirono a nascondersi, o furono scoperti e catturati. Molti bambini e ragazzi vennero trasferiti a Terezin, che apparentemente era un ghetto, ma nella realtà era un vero e proprio campo di concentramento, anticamera dei campi di sterminio. Alcuni arrivarono invece a Bergen Belsen, come Anne Frank, dove si creò una vera e propria casa dei bambini. 

A Terezin i ragazzi ebbero la forza di organizzare la pubblicazione di alcune riviste, che venivano redatte a mano e a lume di candela con poesie, disegni, racconti fantastici e cronache del campo. Un racconto di resistenza, senza armi, contro la violenza cieca. I racconti si fanno più sofferti, più acuto è il dolore per la libertà perduta, per la fame, per gli stenti e la morte che continuamente si offre alla vista e all’esperienza. Ma proprio per questo i libri che li raccontano sono a nostro avviso fondamentali.


La necessità del racconto, della trasmissione della memoria è un bilanciamento continuo tra passato e presente, e così accanto all'orrore quotidiano che poteva condizionare anche gli animi più sensibili, come accade al piccolo protagonista de Il bambino in cima alla montagna, c'è anche la presa di coscienza di ciò che è accaduto, raccontata in non restare indietro

Ma molti non riuscirono a nascondersi, o furono scoperti e catturati. Molti bambini e ragazzi vennero trasferiti a Terezin, che apparentemente era un ghetto, ma nella realtà era un vero e proprio campo di concentramento, anticamera dei campi di sterminio. Alcuni arrivarono invece a Bergen Belsen, come Anne Frank, dove si creò una vera e propria casa dei bambini. 

A Terezin i ragazzi ebbero la forza di organizzare la pubblicazione di alcune riviste, che venivano redatte a mano e a lume di candela con poesie, disegni, racconti fantastici e cronache del campo. Un racconto di resistenza, senza armi, contro la violenza cieca. I racconti si fanno più sofferti, più acuto è il dolore per la libertà perduta, per la fame, per gli stenti e la morte che continuamente si offre alla vista e all’esperienza. Ma proprio per questo i libri che li raccontano sono a nostro avviso fondamentali.


La necessità del racconto, della trasmissione della memoria è un bilanciamento continuo tra passato e presente, e così accanto all'orrore quotidiano che poteva condizionare anche gli animi più sensibili, come accade al piccolo protagonista de Il bambino in cima alla montagna, c'è anche la presa di coscienza di ciò che è accaduto, raccontata in non restare indietro

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