Bernard Friot

Bernard Friot è uno dei più originali e amati scrittore per ragazzi. Nato a Saint-Piat nel 1951, prima di approdare alla scrittura è stato insegnanteresponsabile del Bureau du livre de jeunesse a Francoforte, oltre che traduttore dal tedesco e dall'italiano. 

I suoi racconti nascono per venire incontro a quei bambini e adolescenti con difficoltà nella lettura di cui si è spesso occupato personalmente. Ed è anche grazie all'attenzione per la musicalità dei suoi testi che i suoi libri hanno raccolto grandi apprezzamenti da parte di critica e pubblico. 

Con Il mio mondo a testa in giù ha vinto il Premio Andersen 2009 come migliore libro 9/12 anni. 

Vuoi conoscere qualcosa in più di Bernard Friot? Leggi l'intervista all'autore in 7 domande:

1. Che cosa amavi leggere quando eri un ragazzo?

Un po’ di tutto: romanzi, fumetti, libri di cucina (sì, davvero!), enciclopedie, riviste. Da mia nonna, c’erano solo le vite dei santi in fumetti. Mi piacevano molto i racconti sui martiri con tutti i dettagli macabri sulla loro morte!

2. Eri bravo a scuola?

Che domanda! Naturalmente, ero bravissimo, tranne in ginnastica e in arte!

3. Che cosa ti piace fare quando non scrivi?

Vuol dire per la maggior parte del mio tempo! Più di tutto mi piace il «farniente», una parola italiana che noi Francesi abbiamo adottato! Per uno scrittore, il farniente fa parte del lavoro e significa: guardare, ascoltare, sognare, eccetera. Sul serio: mi piace anche cucinare per gli amici, leggere, camminare, andare a teatro e tante altre cose molto banali e molto importanti.

Vuoi conoscere qualcosa in più di Bernard Friot? Leggi l'intervista all'autore in 7 domande:

1. Che cosa amavi leggere quando eri un ragazzo?

Un po’ di tutto: romanzi, fumetti, libri di cucina (sì, davvero!), enciclopedie, riviste. Da mia nonna, c’erano solo le vite dei santi in fumetti. Mi piacevano molto i racconti sui martiri con tutti i dettagli macabri sulla loro morte!

2. Eri bravo a scuola?

Che domanda! Naturalmente, ero bravissimo, tranne in ginnastica e in arte!

Vuoi conoscere qualcosa in più di Bernard Friot? Leggi l'intervista all'autore in 7 domande:

1. Che cosa amavi leggere quando eri un ragazzo?

Un po’ di tutto: romanzi, fumetti, libri di cucina (sì, davvero!), enciclopedie, riviste. Da mia nonna, c’erano solo le vite dei santi in fumetti. Mi piacevano molto i racconti sui martiri con tutti i dettagli macabri sulla loro morte!

2. Eri bravo a scuola?

Che domanda! Naturalmente, ero bravissimo, tranne in ginnastica e in arte!

Vuoi conoscere qualcosa in più di Bernard Friot? Leggi l'intervista all'autore in 7 domande:

1. Che cosa amavi leggere quando eri un ragazzo?

Un po’ di tutto: romanzi, fumetti, libri di cucina (sì, davvero!), enciclopedie, riviste. Da mia nonna, c’erano solo le vite dei santi in fumetti. Mi piacevano molto i racconti sui martiri con tutti i dettagli macabri sulla loro morte!

2. Eri bravo a scuola?

Che domanda! Naturalmente, ero bravissimo, tranne in ginnastica e in arte!

Vuoi conoscere qualcosa in più di Bernard Friot? Leggi l'intervista all'autore in 7 domande:

1. Che cosa amavi leggere quando eri un ragazzo?

Un po’ di tutto: romanzi, fumetti, libri di cucina (sì, davvero!), enciclopedie, riviste. Da mia nonna, c’erano solo le vite dei santi in fumetti. Mi piacevano molto i racconti sui martiri con tutti i dettagli macabri sulla loro morte!

2. Eri bravo a scuola?

Che domanda! Naturalmente, ero bravissimo, tranne in ginnastica e in arte!

4. Da dove vengono le idee per le storie che scrivi?

In verità, non lo so esattamente. So solo che basta un piccolo impulso per mettere la fantasia in movimento. Basta guardare o ascoltare diversamente, cioè lasciarsi sempre sorprendere dalla quotidianità.

5. Se potessi cambiare qualcosa nel mondo con la tua scrittura, cosa cambieresti?

Uffa, che domanda difficile! Che cosa vorrei cambiare prima di tutto? Forse vorrei rendere tutti più benevolenti verso gli altri. Sarebbe un inizio...

6. Qual è il tuo piatto o cibo preferito?

Ma non posso scegliere un piatto solo. Voglio un menù intero! Con focaccia, tanti antipasti italiani, poi diversi risotti e orecchiette alla barese, dopo un bel pesce alla griglia o una « arbonade flamande» (manzo cotto al forno con birra, senape e pain d’épice). E duecento dolci (panna cotta, gelato al yogurt, crème caramel, mousse al cioccolato, île flottante, Apfelstrudel… senza dimenticare la crostata della nonna di Antonio che ho assaggiato a Palermo).

7. Qual è il libro che avresti voluto scrivere e non hai mai scritto?

Adesso non dico più: «non ho mai fatto questo o quello», ma: «non ho ancora fatto questo». Allora: non ho ancora scritto un libro di ricette, ma lo farò!

4. Da dove vengono le idee per le storie che scrivi?

In verità, non lo so esattamente. So solo che basta un piccolo impulso per mettere la fantasia in movimento. Basta guardare o ascoltare diversamente, cioè lasciarsi sempre sorprendere dalla quotidianità.

5. Se potessi cambiare qualcosa nel mondo con la tua scrittura, cosa cambieresti?

Uffa, che domanda difficile! Che cosa vorrei cambiare prima di tutto? Forse vorrei rendere tutti più benevolenti verso gli altri. Sarebbe un inizio...

4. Da dove vengono le idee per le storie che scrivi?

In verità, non lo so esattamente. So solo che basta un piccolo impulso per mettere la fantasia in movimento. Basta guardare o ascoltare diversamente, cioè lasciarsi sempre sorprendere dalla quotidianità.

5. Se potessi cambiare qualcosa nel mondo con la tua scrittura, cosa cambieresti?

Uffa, che domanda difficile! Che cosa vorrei cambiare prima di tutto? Forse vorrei rendere tutti più benevolenti verso gli altri. Sarebbe un inizio...

4. Da dove vengono le idee per le storie che scrivi?

In verità, non lo so esattamente. So solo che basta un piccolo impulso per mettere la fantasia in movimento. Basta guardare o ascoltare diversamente, cioè lasciarsi sempre sorprendere dalla quotidianità.

5. Se potessi cambiare qualcosa nel mondo con la tua scrittura, cosa cambieresti?

Uffa, che domanda difficile! Che cosa vorrei cambiare prima di tutto? Forse vorrei rendere tutti più benevolenti verso gli altri. Sarebbe un inizio...

4. Da dove vengono le idee per le storie che scrivi?

In verità, non lo so esattamente. So solo che basta un piccolo impulso per mettere la fantasia in movimento. Basta guardare o ascoltare diversamente, cioè lasciarsi sempre sorprendere dalla quotidianità.

5. Se potessi cambiare qualcosa nel mondo con la tua scrittura, cosa cambieresti?

Uffa, che domanda difficile! Che cosa vorrei cambiare prima di tutto? Forse vorrei rendere tutti più benevolenti verso gli altri. Sarebbe un inizio...

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